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DUPRÉ, Amalia

di Ettore Spalletti - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 42 (1993)
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DUPRÉ, Amalia (Maria Luisa Amalia)

Ettore Spalletti

Figlia dello scultore Giovanni e di Maria Mecocci, nacque a Firenze il 26 nov. 1842.

Fu educata al disegno e al modellato dal padre e ben presto cominciò a seguire i suoi lavori, aiutandolo con crescente cura e dedizione; tuttavia fu anche autrice di opere in proprio, sebbene quasi sempre sotto l'assistenza paterna.

La sua prima opera importante fu il Giotto fanciullo, il cui modello in gesso (Fiesole, villa Dupré) fu terminato nel 1862, mentre il marmo venne compiuto qualche anno più tardi e presentato con discreto successo all'Esposizione universale del 1867 a Parigi, accanto alle opere del padre (cfr. La Nazione, 18 luglio 1867); la critica commentò favorevolmente la gentile naturalezza, di impronta patema, di quell'opera, che venne poi replicata nel 1890 in una versione anch'essa a Fiesole nella villa Dupré.

Nel 1867 esegui un bassorilievo funebre per la tomba Ravaschieri nel cimitero di Napoli, che fu commentato da una poesia di A. Maffei (Dupré, 1885, p. 231). Nel 1869 modellò in gesso un S. Pietro in catene (Montecatini, Museo dell'Accademia; cfr. La Nazione, 8 dic. 1869). Tre anni dopo esegui il Monumento funebre per la sorella minore Luisina (morta quell'anno) nella cappella di famiglia del cimitero di Fiesole, composto da un sarcofago con sopra l'immagine distesa della defunta; e l'anno seguente esegui un bassorilievo con una Suora di Carità che guida i giovanetti dell'asilo per la tomba di Francesco Aliotti nel cimitero di Arezzo.

Anteriori al 1879 (perché citate nei Ricordi del padre, pp. 346-349) sono le seguenti opere: una Matelda in gesso; il Monumento funebre ad Adele Stracchi; un S. Giovanni e un Angelo in marmo per la cappella di una villa della marchesa Pieri Nerli di Siena; un Angioletto in gesso e una Madonna con Bambino in marmo per la badia fiorentina; una piccola pila per l'acqua santa con S. Edvige per la contessa Talon di Parigi; la Lunetta per lo studio Dupré in Borgo Pinti; una copia ridotta in bronzo della Pietà di G. Dupré; una S. Caterina in terracotta per la cappella del Pio Ricovero delle orfanelle a Siena; Le virtù teologali in marmo per Raffaello Agostini di Firenze; una Addolorata in terracotta per la chiesa di S. Emidio ad Agnone.

Il lavoro più impegnativo di questo periodo è costituito dalle opere per il duomo di San Miniato, per il quale esegui bassorilievi allegorici per le tombe di quattro personaggi: la Religione per quella del vescovo Poggi, la Storia per Bernardo Buonaparte, la Fisica per il professor Taddei, la Poesia per il poeta P. Bagnoli. Per la medesima chiesa, inoltre, esegui anche otto Santi che ornano il pulpito.

Fra il 1879 e il 1882 la D. esegui un Angelo della pace, che fu fuso in bronzo per il tempietto della villa Camerini a Piazzola sul Brenta (1879); il Monumento funebre a Elena Mantellini nel fiorentino cimitero delle Porte Sante (1881); un S. Giuseppe col Bambino per il ricovero delle orfanelle di Siena (1881); un Cristo morto in terracotta policroma, ripreso da quello della Pietà paterna, per la chiesa di S. Emidio ad Agnone.

Dopo la morte del padre, oltre a terminare alcuni suoi lavori lasciati incompiuti, la D. esegui una S. Chiara in marmo per la chiesa di S. Ruffino ad Assisi; la S. Reparata per la seconda nicchia del portale mediano del duomo di Firenze; un busto di Dante per la Casa di Dante a Firenze; tre Santi per la chiesa di S. Margherita a Cortona e altre opere ancora. Ma soprattutto si occupò di curare la memoria e la fama del padre, trasformando in museo lo studio Dupré in via degli Artisti e dedicandogli un piccolo monumento con la rappresentazione in bassorilievo degli episodi salienti della sua vita (Fiesole, villa Dupré). Scolpi anche un buon numero di ritratti. Mancano notizie sulla sua attività tarda, che comunque non fu particolarmente intensa.

Morì a Firenze il 23 maggio 1928; suoi modelli in gesso sono conservati presso i suoi discendenti fiorentini e presso gli eredi Ciardi Dupré nella villa Dupré a Fiesole.

Fonti e Bibl.: Molta della bibliografia sul padre Giovanni a partire dagli anni Settanta del secolo scorso contiene riferimenti alla figura e all'opera della Dupré. Specificamente su di lei vedi: A. Aleardi, Giotto fanciullo (1867), Treviso 1886; F. Dall'Ongaro, Calendimaggio dell'arte, in La Nazione (Firenze), 23 ag. 1867; Notizie, ibid., 13 nov. 1869; Notizie, in L'Arte in Italia, I (1869), 7, p. 115; F. Dall'Ongaro, Scritti d'arte, Milano-Napoli 1873, p. 308; G. Dupré, Pensieri sull'arte e ricordi autobiografici, Firenze 1879, passim; Notizie, in La Nazione, 18 ott. 1881; G. Carocci, DiGiovanni Dupré, in L'Illustr. ital., 26 marzo 1882, pp. 224 s.; G. Dupré, Scritti minori e lettere…, Firenze 1885, passim; A. Conti, Illustr. delle sculture della facciata del duomo di Firenze, Firenze 1887, pp. 20 s.; Romanticismo storico (catal.), Firenze 1974, p. 338; U. Thieme-F. Becker, Künstlerlexikon, X, pp. 168 s.

E. Spalletti

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