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FILIPPI, Cesare

di Anna Maria Fioravanti Baraldi - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 47 (1997)
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FILIPPI, Cesare

Anna Maria Fioravanti Baraldi

Nacque a Ferrara da Camillo, pittore, e, molto probabilmente, da Lucrezia Mozanega e venne battezzato il 7 febbr. 1536 nella chiesa di S. Maria in Vado (Baruffaldi [1697-1722], 1844-46, II, p. 539). Il F. riveste un ruolo di secondaria importanza nel panorama artistico ferrarese del secondo Cinquecento. Il suo ricordo è principalmente legato all'esecuzione di grottesche, ma anche alle imitazioni delle opere del fratello Sebastiano, anch'egli pittore, come, ad esempio, il Giudizio universale, eseguito sulla facciata della distrutta chiesa di S. Silvestro (Guarini, 1621), che viene anche attribuito al padre Camillo (Novelli, in Brisighella, 1991, pp. 248 s. nota 1).

Il Baruffaldi (I, pp. 464) loda il F. per le "teste bellissime e puttini" che "fece ne' grotteschi", aggiungendo, però, che non eseguì altro di buono che decorazioni, e giudicando di scarso valore sia il Giudizio universale per S. Silvestro, sia la Crocefissione dell'oratorio dell'Annunziata (già sede della Confraternita della Buona Morte), opera poi riconosciuta del palermitano T. Laureti (Reggiani, 1914, p. 82).

Sempre nell'oratorio dell'Annunziata si trovano affreschi, eseguiti tra il 1548 e il 1550, raffiguranti Storie della croce, la cui attribuzione ha diviso gli studiosi: sulla base degli studi più recenti (Arcangeli, 1963; Frabetti, 1972 e 1978; Fioravanti Baraldi, 1987) quattro dei dieci riquadri vengono assegnati alla cerchia dei Filippi e uno, il Battesimo di Costantino, viene ritenuto, pur con qualche dubbio, di mano del F. (Novelli, in Brisighella, 1991, pp. 404 s. nota 12).

Il Bonomi (citato dal Baruffaldi, I, p. 465) aggiungeva che il F. realizzò molte "altre grillerie rabescate", confermando che l'attività principale del F. era quella di decoratore, come peraltro testimoniano alcuni pagamenti, effettuati dalla Camera ducale nel 1565 e 1566, per lavori legati alle feste della corte estense (Marcolin-Marcon, 1987, pp. 32 s.). Gli "stuchi delli fuochi artificiali", per i quali il F. venne pagato nel dicembre del 1565, furono eseguiti per il soffitto del camerino del fuoco, nelle stanze dell'Accademia degli Intrepidi nel castello estense (Barotti, 1770, p. 190; Novelli, in Brisighella, 1991, p. 521 nota 2), alle cui grottesche lavorò anche il padre Camillo (Baruffaldi, I, p. 439). Sempre in castello, il F. lavorò nel cosiddetto stanzino delle duchesse, dove, insieme al fratello Sebastiano, come propone il Cittadella (1844, p. 24) seguito da altri storici locali e dall'Arcangeli (1963, p. 64), eseguì figure allegoriche e mitologiche, alcune delle quali ancora riconoscibili (Novelli, in Brisighella, 1991, pp. 518 s. nota 13).

Allo stile delle figure dello stanzino estense è accostata dalla Bentini (1995, p. 129) la tavoletta con Losposalizio della Vergine, della Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi di Rovigo.

Il Brisighella ([sec. XVIII], 1991, pp. 13, 22 n. 31) attribuì al F. un dipinto, perduto, raffigurante una "Istoria detta di s. Ifigenia" (o Eugenia), che si trovava nell'antica cattedrale di Ferrara, e inoltre alcuni ornati, anch'essi perduti, per due cappelle della chiesa di S. Maria in Vado (ibid., pp. 385, 391 n. 38, 392 n. 39). Insieme con il padre Camillo, il F. decorò alcuni palazzi cittadini (Cittadella, 1782, p. 151) e la stessa casa di famiglia sulla via Scandiana (Baruffaldi, I, p. 462; II, pp. 537-539). La Novelli (in Brisighella, 1991, p. 307, note 34-35) ipotizza, inoltre, una collaborazione con il padre Camillo nella pala, di provenienza ignota, raffigurante la Madonna in gloria e i ss. Pietro martire, Andrea, Maurelio, Paolo, Lucia, due altre sante e ritratto di domenicano (Ferrara, Pinacoteca nazionale).

Non si conosce l'anno della morte del F., che avvenne a Ferrara dopo il 1602, anno di morte del fratello Sebastiano (Baruffaldi, I, p. 463); fu sepolto nella tomba di famiglia che, nel 1829, fu spostata dalla chiesa di S. Maria in Vado nel cimitero. monumentale di Ferrara.

Fonti e Bibl.: M. A. Guarini, Compendio historico dell'origine, accrescimento, e prerogative delle chiese, e luoghi pii della città, e diocesi di Ferrara, Ferrara 1621, p. 335; C. Brisighella, Descrizione delle pitture e sculture della città di Ferrara [sec. XVIII], a cura di M. A. Novelli, Ferrara 1991, ad Ind.; G. Baruffaldi, Vite de' pittori e scultori ferraresi (1697-1722), con annotaz. di G. Boschini, Ferrara 1844-46, I, pp. 439, 462-465; II, pp. 537 ss., 544; C. Barotti, Pitture e scolture... della città di Ferrara, Ferrara 1770, pp. 171-190 passim;C. Cittadella, Catalogo historico de' pittori... ferraresi e delle loro opere, II,Ferrara 1782, pp. 147, 151; A. Frizzi, Guida del forestiere per la città di Ferrara, Ferrara 1787, p. 149; L. N. Cittadella, Indice manuale delle cose più rimarcabili... di Ferrara, Ferrara 1844, pp. 24 ss.; Id., Notizie ... relative a Ferrara, Ferrara 1868, I, pp. 610 s.; G. G. Reggiani, Guida di Ferrara, Ferrara 1914, p. 82; F. Arcangeli, Il Bastianino, Milano 1963, pp. 9-17 passim, 57, 64, 75; G. Frabetti, L'autunno dei manieristi a Ferrara, Ferrara 1978, pp. 7-9, 41-43; A. Mezzetti-E. Mattaliano, Indice ragionato delle "Vite de' pittori e scultori ferraresi" di G. Baruffaldi, III,Ferrara 1983, pp. 19 s.; J. Bentini, Appunti per due soffitti dipinti di palazzo Bentivoglio, in Musei ferraresi, XIII-XIV(1983-84), pp. 119-126; Id., in Bastianino e la pittura a Ferrara nel secondo Cinquecento (catal. della mostra, Ferrara), Bologna 1985, pp. 85-87, 129; G. Degli Esposti, ibid., pp. 71 s.; P. L. Fantelli-M. Lucco, Catalogo della Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi di Rovigo, Vicenza 1985, pp. 112 s.; A. M. Fioravanti Baraldi, Il contributo della Confraternita dell'Orazione e Morte alla cultura figurativa del secondo Cinquecento: l'oratorio dell'Annunziata, in L'impresa di Alfonso II. Saggi e documenti sulla produzione artistica a Ferrara nel secondo Cinquecento, a cura di J. Bentini-L. Spezzaferro, Bologna 1987, pp. 262-266, 269, 274, 276; G. Marcolin-G. Marcon, Appendice documentaria, ibid., pp. 32-34; A. Pattanaro, in La Pinacoteca nazionale di Ferrara. Catalogo generale, a cura di J. Bentini, Ferrara 1992, pp. 400 s.; U. Thieme-F. Becker, Künstlerlexikon, XI, p. 559.

Vedi anche
affresco Tecnica pittorica consistente nello stendere colori diluiti con acqua su uno strato di intonaco fresco che, asciugandosi, forma una superficie dura e compatta che fissa il colore (➔ pittura). ancona Dipinto su tavola o rilievo in marmo o legno, di soggetto religioso, collocato sull’altare, generalmente entro un’inquadratura architettonica (pala d’altare); il termine è riferito in particolare a opere del Gotico e del primo Rinascimento. cappella architettura Edificio di culto di piccole dimensioni, isolato in modo da costituire un corpo autonomo; o ambiente, più o meno importante per forme e dimensioni, compreso, con la stessa destinazione di culto, nell’ambito di un maggiore e più complesso organismo architettonico, come la cappella di un palazzo ... martire Nel cristianesimo primitivo, appellativo (gr. μάρτυς, «testimone») in un primo tempo degli apostoli, in quanto testimoni qualificati della vita e della resurrezione di Cristo; successivamente di coloro che attestavano la verità del cristianesimo, dando prova, in circostanze pericolose, di fede incrollabile; ...
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