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penare

di Alessandro Niccoli - Enciclopedia Dantesca (1970)
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penare

Alessandro Niccoli

Con il significato di " far tutto il possibile ", " operare con sollecitudine " per conseguire un fine, ricorre due volte nel Fiore: LXXXII 12 Molto penò di tòrrelmi Ragione, Ragione " fece di tutto " per sottrarre Amante alla mia signoria (parla Amore). Anche con la particella pronominale: CCXXXI 4 tutti i mie' benfattori ringraziai / ... che molto si penar di far mi' grado.

Per entrambe le costruzioni è accezione largamente attestata nella lingua del tempo: Seneca volgare: " Paolina mia moglie... si sforzava, e penava di ritenermi, ch'io non andassi "; Giordano da Rivalta: " l'uomo misero, malivolo e ingrato... non si pena di conoscere il suo benefattore " (esempi tratti dal Manuzzi).

In Rime LX 2 Amore / ... tra 'mi d'ira, che mi fa pensare, il Fraticelli (che però considerava spurio il sonetto) leggeva penare in luogo di pensare; la variante interessa come indiretta conferma del valore di " essere preoccupato, afflitto ", e cioè di " penare ", che spesso ‛ pensare ' ha in Dante.

Vocabolario
penare
penare v. intr. [der. di pena] (io péno, ecc.; aus. avere). – 1. Soffrire dolore fisico o morale: stasera il malato è peggiorato e pena molto; mi dispiace tanto veder p. così quei poveretti; stare in pena, in ansia: ho penato due ore qui...
penati
penati (o Penati) s. m. pl. [dal lat. Penates, der. di penus penŏris «interno della casa, provviste»]. – Presso gli antichi Romani, in origine, spiriti tutelari dei viveri di riserva della famiglia e del loro ripostiglio; in seguito, le...
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