Nelle grandi occasioni di festa, il popolo d’Israele si riuniva nei luoghi sacri per ringraziare Dio e lo faceva rivolgendo al sommo Re degl’inni cantati, gli ψαλμοί (psalmòi, ‘salmi’), lodi ritmiche con [...] pìoni dèmo [‘Demetra, la divina fra le dee, generò Pluto, unitasi in dolce amore con l’eroe Iasio, in un maggese tre volte arato, nel fertile paese di Creta’ (Esiodo, Teogonia, 969-974, in Opere, a cura di A. Colonna, 1977, UTET, Torino, pp. 116-117 ...
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La ricerca di nomi strani e inspiegabili tra le insegne di strade, vie, vicoli, larghi... insomma aree di circolazione, non è poi così difficile. Ogni città e paese ha i suoi, che la gente del luogo talvolta [...] dell’Intossicata, Campo di Carne (ma dove li prendete dei nomi come questi, una distesa di sangue battuto, pisto e arato, maggese di tessuti epiteliali, appezzamenti di ciccia, prati di pelle e grasso e tegumenta), Ponte del Diavolo, Cessati Spiriti ...
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L’attesa esprime il femminile per via della maternità. Come la terra aspetta che a maggio porti frutti il suo seme nascosto, così la donna attende il lievitare del ventre e intanto il suo sorriso sembra [...] casi, comporti. Molte sono le situazioni in cui l’attesa viene purtroppo delusa. Come quando il Dio di Gerusalemme dopo aver arato e piantato la sua vigna: «…aspettò che producesse uva» ma essa non «produsse, invece, che acini acerbi», metafora dell ...
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Il mare è una miriade di spade e un profluvio di povertà.La fiammata può tradursi in ira, la sorgente infugacità, e la cisterna in chiara accettazione.Il mare è solitario come un cieco.Il mare è un antico [...] che si pescano nel mare. Essendo elogiati soprattutto i cibi prodotti dalla terra, Policrate – a lui Plutarco dedica la Vita di Arato – chiede a Simmaco di prendere le difese di Poseidone, ma poi è Policrate stesso a parlare ricordando che come «uno ...
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arativo
agg. [dal lat. mediev. arativus]. – Riferito a terreno, atto a essere arato, e quindi coltivato a cereali (sinon. del più com. seminativo); è per lo più opposto a pascolativo.
inarato
agg. [dal lat. inaratus, comp. di in-2 e part. pass. di arare «arare»], letter. – Non arato, lasciato senza colture: terreni, campi inarati; gl’inarati colli Solo e muto ascendea l’aprico raggio Di febo (Leopardi).
ARATO (῎Αρατος, Arātus)
G. Becatti
Letterato e filosofo nato forse a Tarso, ma cittadino di Soli in Cilicia, dove morì versò la metà del sec. III a. C. e dove gli fu eretto un monumento, ricordato da Pomponio Mela (i, 71).
Andò ad Atene dove...
Stratego della Lega achea (275 circa - 213 a. C.). Divenne stratego della lega per la prima volta nel 245, e da allora lo fu ad anni alterni quasi sempre, legando la propria esistenza agli interessi dell'alleanza achea. Dapprima teso a una politica...